lunedì 29 ottobre 2012

Recensione: "Impero"

Rieccomi qui! :D Oggi ho un po' di tempo e ho deciso di scrivervi la recensione di Impero, scritto nel 2010 da Alberto Angela. L'autore del libro è il figlio di Piero Angela, e insieme hanno condotto vari programmi di divulgazione scientifica (Superquark e Ulisse, per dirne due) e hanno anche scritto dei libri a quattro mani. Ma questo libro e il precedente (Una giornata nell'antica Roma, 2007) sono firmati dal solo nome di Alberto.
Ma veniamo al libro: Io ho un edizione Numeri Primi Mondadori, in copertina morbida, con un prezzo di 14,00€.
Veniamo subito alla trama: In sostanza il libro racconta un ipotetico viaggio nell'Impero romano del 117 a.C.,  seguendo una comune moneta (un sesterzio, per l'esattezza) che toccherà i quattro angoli dell'Impero: Andremo, passando di mano in mano, dall'Inghilterra all'Africa e dall'India fino alle Colonne d'Ercole, passando per Roma, il Mar Mediterraneo, la Gallia e l'Italia. Il bello di questo libro è che racconta un viaggio ipotetico ma del tutto verosimile: i personaggi sono realmente esistiti e, tranne qualche piccola eccezione segnalata, sono vissuti in quei luoghi, in quei periodi, svolgevano quel lavoro e si chiamavano in quel modo.
Vengono analizzati, approfonditamente ma mai noiosamente, le varie sfaccettature dell'Impero romano: la guerra, le terme, la condizione della donna, il mangiare, l'igiene, la medicina, il razzismo. E vengono naturalmente descritte le varie città dove va la moneta.
Non c'è naturalmente un personaggio principale, in quanto la moneta passa di mano in mano velocemente, ma rimangono comunque impressi nella mente del lettore per la capacità di caratterizzarli da parte dell'autore.
Il libro, che consta di 508 pagine, si legge abbastanza velocemente: lo stile di Alberto Angela è moolto descrittivo, ma non riesce ad annoiarvi.
Veniamo al perché (almeno secondo il mio parere) è stato scritto questo libro.
Indubbiamente lo scopo principale è quello della divulgazione scientifica: è un chiaro esempio di libro scritto per documentare il lettore su certi avvenimenti. Ma ritroviamo ricorrentemente nel libro delle affermazioni del tipo: "Questa è una grande differenza fra l'epoca romana e la nostra" oppure "Questa è una delle tante similitudini che ci sono fra il mondo di duemila anni fa e il mondo del duemila." E' chiaro quindi che un altro scopo del libro è quello di fare un paragone fra la nostra epoca e quella romana, e alcune volte la bilancia è a favore della prima, altre volte della seconda.
Una frase che riassume il significato del libro è quella che si trova a pagina 263:
"Qui [si parla del foro romano a Roma] è nato il nostro modo id pensare, di vivere: il nostro mondo"
Molto bella anche frase scritta da 'Il Mattino' in quarta di copertina:
"Se qualche professore avesse avuto la stessa capacità di vestirci di armature quanti bei voti avremmo preso. E quanto più avremmo capito della romanità. E di noi stessi."
Personalmente mi sono avvicinato a questo libro reduce da una vacanza romana, e volevo approfondire questa parte di storia. E con questo libro ci sono riuscito. Buona notte a tutti!


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